Conosciuti già nel mondo antico col nome di “male della pietra”, i calcoli sono degli agglomerati formati da sali minerali e composti organici, che si formano principalmente nel tratto urinario, ma anche nelle vie biliari e, con meno frequenza, nelle ghiandole salivari. In quest’ultimo caso, ad essere maggiormente colpite sono le ghiandole sottomandibolari e, sporadicamente, la parotide, con una maggiore incidenza nel sesso maschile dopo i 40 anni. Estremamente rari sono, invece, i calcoli delle ghiandole sottolinguali e di quelle salivari minori.

Cosa sono i calcoli salivari?

Il termine latino calculus significa pietruzza e indica la particolare struttura dei calcoli. Questi, infatti, sono vere e proprie masse solide, simili a pietre, di numero, dimensione e composizione variabile a seconda del soggetto colpito. Si formano in conseguenza della cristallizzazione delle sostanze chimiche presenti nella saliva, prevalentemente rappresentate dal carbonato di calcio e, in minima parte, dall’acido urico. In genere, la calcolosi salivare è monolaterale, quindi interessa una sola ghiandola. In questa, c’è la possibilità che si formino uno o più calcoli di dimensioni che possono variare da pochi millimetri a qualche centimetro di diametro.

La calcolosi salivare si manifesta prevalentemente nelle ghiandole sottomandibolari per l’irregolare anatomia strutturale, ma sopratutto per la particolare densità della saliva prodotta in questa regione.

Sintomi più comuni

La presenza di calcoli, a livello delle ghiandole salivari, determina l’ostruzione dei dotti ghiandolari. Questo blocco impedisce il normale deflusso della saliva, la quale ristagna lì dove è presente il calcolo, provocando il gonfiore e la tumefazione delle ghiandole ostruite. In questo caso, il sintomo tipico è la colica salivare, cioè un un dolore trafittivo di tipo colico, che viene percepito in concomitanza con i pasti, ovvero ogni volta che aumenta la produzione di saliva. In seguito alla lenta fuoriuscita del liquido salivare, la sintomatologia cessa spontaneamente per poi ripresentarsi al pasto successivo.

Col tempo, anche il ristagno della saliva può provocare ulteriori complicazioni, come nel caso della sialodenite acuta, un’infiammazione particolarmente dolorante della ghiandola salivare. Tuttavia, quando i calcoli non bloccano del tutto il passaggio della saliva, i sintomi possono essere più o meno intensi ed interessare anche altre regioni adiacenti, provocando:

  • Disfagia
  • Dolore al collo
  • Dolore alla mandibola
  • Dolore associato alla masticazione
  • Dolore facciale
  • Ingrossamento delle parotidi

Possibili cause

Le cause relative alla calcolosi salivare possono essere molteplici e non tutte note. Tuttavia, è difficile capire, per ciascun soggetto colpito, quale sia stata veramente l’origine del problema. Quel che è certo, secondo gli specialisti, è che le cause principali della formazione di questa tipologia di calcoli sono le cattive condizioni igieniche del cavo orale e l’alterata composizione salivare, che risulta più densa.

Le migliori cure disponibili

I calcoli salivari, esattamente come i calcoli renali, possono venir espulsi spontaneamente dal loro sito. Nel caso della colica salivare, può risultare utile massaggiare delicatamente la ghiandola dall’angolo della mandibola verso il mento, in modo da sollecitare un più veloce deflusso della saliva. Ciò, però, non è d’ausilio nel resto dei casi, per i quali, invece, sono disponibili altri di tipi di trattamento. Tra i principali vi sono:

Cure farmacologiche

A seconda del dolore e delle dimensioni dei calcoli, la terapia farmacologica prescritta dal medico prevede l’uso di analgesici ma anche antibiotici, antinfiammatori, cortisonici e antispastici. Spesso, una cura composta da questa tipologia di farmaci dovrebbe essere associata ad un regime alimentare appropriato.

Asportazione chirurgica

Nel caso il paziente voglia eliminare fisicamente il calcolo, perchè fonte di continuo dolore, la rimozione chirurgica verrà eseguita sotto una lieve anestesia locale. Si può ricorrere alla marsupializzazione se il calcolo è situato in prossimità del punto di sbocco del dotto ed è quindi facile asportarlo direttamente dal cavo orale, senza tagli esterni. Se il calcolo è di grosse dimensioni, o disposto troppo internamente nella ghiandola, si rende necessario asportare tutta la ghiandola al fine di evitare delle recidive.


 

I calcoli salivari si formano nelle ghiandole salivari in particolare nelle ghiandole sottomandibolari (80%) e meno frequentemente nelle ghiandole parotidi (20%), estremamente rari sono i calcoli delle ghiandole sottolinguali e delle ghiandole salivari minori della bocca. Il calcio è normalmente secreto dalle ghiandole salivari e ove esistono condizioni che favoriscono la stasi della saliva (anomalie dei dotti salivari, infezioni retrograde dalla bocca, disidratazione) vi può essere l’aggregazione dei cristalli di calcio che porta alla formazione di un calcolo macroscopico. La presenza del calcolo impedisce la normale fuoriuscita della saliva in particolare quando la si stimola nel corso di un pasto provocando la “colica salivare” ovvero una tumefazione (“gonfiore”) dolorosa della regione sottomandibolare o parotidea (vicino all’orecchio); anche la semplice “acquolina in bocca” provocata da alcuni cibi piacevoli può provocare una “colica” salivare provocando grande disagio del paziente durante un pranzo o una cena familiare o di lavoro. L’evoluzione della “colica” salivare è la scialo adenite acuta purulenta (infezione della ghiandola e del sistema duttale) la quale necessita di una terapia antibiotica mirata.


Per calcolosi salivare o scialolitiasi in campo medico, si intende la presenza di concrezione (calcolo) composta quasi esclusivamente da carbonato di calcio nelle ghiandole salivari, che ne comportano l’ostruzione.

Sintomatologia

Fra i sintomi e i segni clinici ritroviamo dolore che aumenta se la persona cerca di nutrirsi e la tumefazione delle ghiandole salivari.

La scialolitiasi che colpisce la ghiandola Parotide si verifica principalmente nel dotto di Stenone e la sintomatologia è costituita da un colica salivare ovvero da un violento dolore che compare in coincidenza dei pasti. Può essere presente anche una tumefazione retroauricolare durante la masticazione. La complicazione più comune è l’ascesso intreghiandolare.

Se la scialolitiasi colpisce la ghiandola sottomandibolare invece, c’è la comparsa di una tumefazione latero-cervicale alta, al di sotto dell’angolo mandibolare. La tumefazione è dolorosa a intermittenza, ovvero ad ogni aumento di secrezione salivare